Chi è GSkianto, lo streamer delle lunghe live su Twitch

Scopriamo la vita di Gennaro Chiantese, in arte GSkianto, lo streamer che su Twitch ha raggiunto 54 giorni di live no stop 6 min


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Cosa spinge un pubblico – formato prevalentemente da adolescenti – a seguire per 54 giorni interi un giocatore sulla piattaforma Twitch? Per la precisione parliamo di GSkianto, streamer napoletano che nella prima fase della quarantena ha reso pubblica la sua vita dietro i tasti del computer, tra una partita e l’altra.

Chi è GSkianto: l’identikit di uno streamer di successo

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GSkianto in camera sua
Fonte: Instagram

Gennaro Chiantese, vero nome di GSkianto, nasce a Napoli nel quartiere residenziale Posillipo il 7 giugno 1995. È conosciuto in rete grazie alle sue partite in streaming, ed anche un po’ per il suo carattere sempre particolarmente fuori dagli schemi.

Non a caso ha trascorso ben 54 giorni con la telecamera attiva sulla sua vita, cercando di intrattenere il suo pubblico sulla piattaforma Twitch. Non solo sessioni di giochi dunque per GSkianto, che ha anche condiviso con i suoi utenti dei momenti di quotidianità: in altre parole ha fatto la doccia, è andato in bagno ed anche a fare la spesa senza mai scollegare la telecamera (ovviamente con le dovute censure).

Ma le live non terminavano neanche di notte; mentre lui dormiva circa 4 mila erano gli spettatori che lo guardavano dietro lo schermo, come ha dichiarato in una puntata di Cerbero Podcast:

 

Le live notturne sono seguite tantissimo anche perché spesso mentre dormivo saltavo nel sonno dopo aver ricevuto una donazione, o perché il mio vicino veniva a suonare a causa del mio impianto stereo

Sul suo profilo Twitch non mancano le risate, ma spesso lo streamer non riesce a contenersi e perde le staffe, come accaduto durante lo scorso giugno: GSKianto stava giocando ad un noto videogame di calcio quando improvvisamente il suo sfidante inizia a fischiettare “Bella ciao”.

Nulla di grave, ma GSKianto non ci sta e credendo di rischiare un ban dalla piattaforma inizia a sbattere il joystick sulla scrivania, senza prima aver mandato a quel paese l’avversario (che in quel momento stava vincendo).

La vita di Gennaro prima di GSkianto

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GSKianto durante una live
Fonte: Twitch

Dietro una figura così fortemente ancorata all’intrattenimento c’è un fortissimo dolore legato alla sua infanzia. Come raccontato da Cerbero Podcast, la prima cosa che Gennaro ricorda era la povertà nel quale è nato. È infatti cresciuto in una famiglia difficile, con problemi troppo grandi per un bambino di otto anni.

Il papà, in particolar modo, era una persona molto violenta e dedita a due pratiche: le mazzate e l’alcolismo. Un ambiente troppo chiuso, pieno di miseria e violenza, tra una casa troppo piccola ed un convento troppo austero. Durante il podcast ha raccontato:

 

La mia vita da piccolo non è andata bene; sono stato in un convento di suore dagli 8 fino ai 18 anni. Gli assistenti sociali sono venuti a prendermi dicendo che sarei andato a fare un viaggio in un posto con la piscina. Arrivato lì ho trovato le suore. Gli assistenti sociali erano venuti a prendermi perché la situazione famigliare non era delle migliori. Dormivamo tutti nella stessa stanza a causa delle infiltrazioni d’acqua dal tetto

In convento le giornate erano sempre tutte uguali: sveglia alle 8, colazione e lezioni. A letto alle 21 di sera. In una stanza erano posti 15 letti e l’istruzione scolastica era guidata dalla severità e dalla disciplina.

Il risultato di questo mix ha poi influenzato il carattere del giovane Gennaro, divenuto aggressivo e manesco con gli altri. Non potendo uscire neanche di sera a causa del coprifuoco, Gennaro è stato poi seguito da alcuni psicologi per migliorarne la situazione mentale fortemente influenzata dal suo trascorso.

La svolta e l’abbandono del convento

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GSkianto nella sua quotidianità
Fonte: Instagram

A 18 anni finalmente arriva la svolta per Gennaro. Ritorna a casa ma la situazione non sembra affatto cambiata. Il papà lavorava, però al posto di acquistare cibo preferiva bere ed ubriacarsi, passando spesso alle mani. Gennaro sperava di poter migliorare la situazione, ma i suoi non capivano. Una sera il padre, ubriaco e aggressivo, entrò nella sua camera con intenzioni non buone, ma Gennaro gli disse di andar via, sfidandolo.

È qui che qualcosa cambia: decide di andar via di casa assieme alla nonna e inizia a svolgere qualche lavoretto per poter sopravvivere. Il primo anno sembrava andar bene, ma dopo un po’ la nonna si ammala di Alzheimer. Costretto a seguire la nonna spesso per strada, entra in depressione ma grazie al suo vicino è riuscito ad affrontarla al meglio.

Nonostante un’infanzia difficile, Gennaro riesce a prendersi una sua prima rivincita; perdona il padre per il male ricevuto, prima della sua morte avvenuta nel 2018.

Nascita e successo di GSkianto

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GSkianto saluta i suoi follower
Fonte: Twitch

Dopo un periodo di forte stress, Gennaro inizia a soffrire di alcuni problemi di salute. Per affrontare il problema inizia a pensare ad un modo diverso di vivere le sue giornate, ed è così che nasce Skianto (prima ancora di GSkianto).

Acquista il suo primo computer e si iscrive prima su Facebook e poi su Twitch, con l’idea di mostrare al pubblico un giovane ragazzo legato al mondo dei videogiochi ma con un passato – nascosto – che l’ha reso più forte.

Il suo nick originario, Skianto, nasce in verità grazie al suo carattere molto dinamico ed espansivo: i suoi amici lo invitavano spesso in discoteca per vederlo ballare senza freni. Da qui prende origine Skianto, che ricorda anche il cognome dello streamer.

Progetti per il futuro e i numeri sui social

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GSkianto mostra gli strumenti del mestiere
Fonte: Instagram

GSKianto non sembra volersi arrendere ed ha ben definito i suoi piani per il futuro, come raccontato ai suoi amici di Cerbero Podcast:

 

Tra i miei progetti futuri c’è la voglia di fare una live in Africa per aiutare i bambini grazie alle donazioni degli utenti. Voglio mostrare live quello che faccio. Vorrei anche puntare su una casa in cui vivere con altri streamer.

Per quanto riguarda i suoi numeri sui social, abbiamo una variegata distribuzione dei suoi spettatori su Twitch, Facebook, Youtube e Tiktok. Sul suo profilo di Twitch, suo canale preferito per eccellenza, registra 343.536k spettatori. Su Facebook i mi piace sono più di 1.800k, con un ultimo contenuto pubblicato lo scorso aprile.

6.690 sono i follower su Youtube; anche qui sono passati 5 mesi dall’ultimo contenuto, mentre su Tiktok – con 24.4k follower ed un ultimo contenuto pubblicato a settembre.

Insomma, il successo GSkianto lo deve al suo pubblico di Twitch, che ritrova nello streamer una fonte di intrattenimento infinita. Grazie ad uno spirito senza limiti – tra un flauto suonato con il naso ed un balletto – Gennaro riesce a tenersi stretto un pubblico molto esigente, ma fortemente interessato al suo mondo tanto variegato.

Crediti immagini: Twitch, Instagram, Twitch, Instagram, Twitch, Instagram.


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